giovedì 23 Maggio 2024

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Balbuzie: il contributo dell’osteopatia

I risultati di uno studio condotto al CIO di Parma.

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Balbuzie e osteopatia: il contributo dell’osteopata nel trattamento della balbuzie. La balbuzie è un’alterazione della normale fluenza e della cadenza dell’eloquio inappropriate per l’età del soggetto e le sue abilità linguistiche. È una particolare condizione in cui il normale flusso ritmico dell’eloquio è interrotto da frequenti pause, blocchi, esitazioni, ripetizioni di sillabe, prolungamenti di suoni e parole pronunciate con eccessiva tensione fisica. Non intacca solo la comunicazione verbale del balbuziente ma anche la sua stabilità emotiva e lo stato mentale. L’alterazione a volte causa l’ansia nel parlare inibendo la partecipazione sociale, limitando l’efficacia della comunicazione e influenzando il rendimento scolastico e lavorativo.

I sintomi della balbuzie sono spesso accompagnati da spasmi e movimenti associati di vari distretti muscolari, soprattutto mimica facciale, come per esempio sbattere ripetutamente gli occhi, o delle estremità del corpo. È stato largamente dimostrato che la balbuzie migliora in alcune condizioni che favoriscono la fluenza come: cantare, parlare in coro, seguire un ritmo esterno, per esempio quello scandito un metronomo.

L’incidenza della balbuzie

L’incidenza annuale dei nuovi casi di balbuzie è dell’8% con una prevalenza nel genere maschile di 4 volte più frequente rispetto al genere femminile. L’età media di insorgenza è tra i due anni e mezzo e i tre anni e mezzo; nel 95% dei bambini i disturbi si manifestano entro i 4 anni. La possibilità di recupero spontaneo decresce all’aumentare del tempo di persistenza della balbuzie:

  • 75% subito dopo i primi sintomi
  • 63% dopo un anno
  • 47% dopo due anni
  • 16% dopo tre anni
  • 5% dopo quattro anni

La Balbuzie può diventare persistente e complessa da trattare in età adulta. Ma quali sono le

Balbuzie: le cause

La Balbuzie è considerata dalla comunità scientifica come un disturbo multifattoriale. Diversi fattori quindi ne influenzano l’insorgenza: Tra questi troviamo: fattori genetici, struttura e funzioni cerebrali, sistema sensomotorio, fattori linguistici, contesto ambientale
fattori di apprendimento.

Secondo Guitar (2014) i livelli di sviluppo della balbuzie sono 5. Eccoli di seguito.

Disfulenza normale. 10 o meno disfluenze ogni per 100 parole. Ripetizioni di una unità. Perlopiù ripetizioni, interiezioni e revisioni. Non si associano comportamenti secondari e, nei soggetti coinvolti, non c’è consapevolezza né preoccupazione.

Balbuzie borderline. 11 o più disfluenze per 100 parole. Ripetizioni di più di 2 unità. Più ripetizioni e prolungamenti che revisioni e interiezioni. Non si associano comportamenti secondari. Generalmente il soggetto non ne è consapevole, forse occasionalmente mostra sorpresa momentanea o lieve frustrazione.

Balbuzie in fase iniziale. Ripetizioni rapide, irregolare e tese; possono una postura articolatoria fissa nei blocchi. A ciò si associano comportamenti secondari di fuga, come strizzare gli occhi, aumentare il tono o l’intensità della voce man mano che la disfluenza progredisce. Il soggetto è consapevole della balbuzie e può esprimere frustrazione.

Balbuzie in fase intermedia. Blocchi in cui il suono e il flusso d’aria sono interrotti. A ciò si associano comportamenti di fuga e di evitamento. Il soggetto prova paura, frustrazione, imbarazzo e vergogna.

Balbuzie in fase avanzata. Blocchi lunghi, tesi e a volte accompagnati da tremore e da comportamenti di fuga ed evitamento. Il soggetto prova paura, frustrazione, imbarazzo, vergogna e ha una concezione negativa di sé.

Il trattamento logopedico della balbuzie

Attualmente il trattamento logopedico rappresenta il primo percorso intrapreso da pazienti con balbuzie. Al suo interno si trovano diversi approcci che variano a seconda dell’età e del livello di severità della balbuzie stessa.

In età precoce il trattamento può essere mirato a predisporre l’ambiente familiare come supporto alla comunicazione del bambino, con metodologie di modellamento che favoriscono la fluenza, oppure diretto al parlato del bambino stesso, fornendo strategie di controllo della disfluenza.

Balbuzie e Osteopatia: l’approccio

Quattro osteopati del CIO Collegio Italiano di Osteopatia di Parma (Baroni DO, Finardi DO, Luciani DO) in collaborazione con alcune logopediste (dott.ssa Gaffarelli, dott.ssa Ghirardi, dott.ssa Muratori) hanno iniziato a dimostrare, tramite uno studio sperimentale pilota, come l’osteopatia possa essere d’aiuto ai bambini con balbuzie, in collaborazione con la terapia logopedica.

È stato riscontrato durante una valutazione iniziale che in quasi la totalità dei pazienti era presente un medesimo quadro di disfunzioni osteopatiche in corrispondenza di determinate aree corporee, soprattutto:

  • la zona toracica e sternale legate alle emozioni e ad una respirazione “alta” tipica dei soggetti ansiosi;
  • i muscoli del collo, in connessione con il rachide cervicale e la base del cranio, a sua volta connessa con l’apparato stomatognatico;
  • il diaframma, poco utilizzato durante la respirazione alta sopra citata e quindi irrigidito, e in relazione con il mancato accordo pneumofonico solitamente utilizzato durante la fonazione.

A seguito delle caratteristiche emerse da tale campione di pazienti, la stesura del protocollo è stata predisposta avvalendosi anche di alcuni spunti della letteratura della medicina tradizionale cinese, che hanno contribuito all’inquadramento dell’approccio osteopatico in modo più completo.

È stato quindi svolto un lavoro con cicli di 10 trattamenti osteopatici improntato a liberare le zone di disfunzione da eventuali tensioni per avere un beneficio sulla funzione su cui lavora la logopedista e sul benessere generale del paziente. Un corpo libero da tensioni potrà funzionare meglio.

Al termine dei 10 trattamenti osteopatici sono emersi risultati incoraggianti sul benessere e sulla sicurezza di sé di ogni bambino, attraverso un test svolto all’inizio e alla fine del percorso i pazienti hanno riferito di sentirsi meno in difficoltà sia a livello di eloquio in determinate situazioni che di tensione fisica generale. In questi casi l’osteopatia si è rivelata essere un valido alleato per la gestione della quotidianità dei bambini balbuzienti.

Anna Luciani, DO

Anna Luciani, Osteopata

Diplomata Osteopata nel 2018 presso il Collegio Italiano di Osteopatia (C.I.O.) con sede a Parma, è docente presso lo stesso istituto. Esercita la professione di osteopata a Bologna, Granarolo dell’Emilia, Villa Poma (MN) e San Giuseppe di Comacchio (FE). Ha al suo attivo numerose collaborazioni con logopedisti, psicomotricisti, ortopedici e medici di base.

Bibliografia

Craig, Blumgart & Tran, 2009
Manuale Diagnostico Statistico DSM-5 F80.81
Yairi (1997)
Yairi e Ambrose (2005/2013/2015)
CLINICAL GUIDELINE STUTTERING IN CHILDREN, ADOLESCENTS AND ADULTS. NVLF, WOERDEN, 2014 – Pertijs, M.A.J., Oonk, L.C., Beer, de J.J.A., Bunschoten, E.M., Bast, E.J.E.G., Ormondt, van J., Rosenbrand, C.J.G.M., Bezemer, M., Wijngaarden, van L.J., Kalter, E.J.,Veenendaal, van H. (2014). – Linee guida olandesi 2019

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