martedì 23 Aprile 2024

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Dentista, Osteopata, Insegnante. A tu per tu con Paolo Zavarella, direttore di Educam scuola di Osteopatia

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Ama definirsi medico curioso, è autore di alcuni libri dedicati al mondo dell’osteopatia, vive e lavora a Roma dove insieme a Giusva Gregori e Paola Sommaiuolo dirige Educam, realtà formativa tra le più affermate nel panorama osteopatico italiano. È Paolo Zavarella, osteopata, dentista, insegnante. Siamo andati a trovarlo per conoscere più da vicino lui, la sua storia, il suo essere osteopata e allo stesso tempo odontostomatologo, e per conoscere la sua visione di docente e di professionista della medicina e dell’osteopatia.

Come nasce il suo interesse verso il mondo dell’osteopatia?

Ho iniziato a interessarmi del corpo umano con i miei studi di Medicina e Chirurgia, poi proseguiti con la specializzazione in Odontostomatologia. Quello che mi ha sempre incuriosito di più è lo studio dei meccanismi fisiologici del corpo, in grado di creare, mantenere e riportare l’omeostasi. Nell’osteopatia ho incontrato la Filosofia, la Scienza e l’Arte che più mi ha trasmesso la passione per lo studio di quei meccanismi in grado di riportare la salute.

Se le chiedessero di spiegare a noi, non addetti ai lavori, che cos’è l’osteopatia, con quali parole la definirebbe?

L’osteopatia è una disciplina di promozione della salute, che opera nell’ambito delle discipline di medicina tradizionale e complementare. Il campo di applicazione dell’osteopatia si esercita mediante la palpazione percettiva e la terapia manuale, senza l’uso di altri strumenti. Le basi razionali dell’osteopatia si fondano sulla consapevolezza che l’essere umano è un sistema di strutture e funzioni dinamiche che si influenzano reciprocamente in relazione allo stato di salute fisico e psichico. Altro fondamento risiede nel principio di auto-regolazione omeostatica e allostatica, proprietà biologiche in genere e specifiche del corpo umano. L’osteopata ha tre anime: filosofia, scienza e  pratica manuale. La filosofia è alternativa a quella che ispira la medicina convenzionale, perché si orienta esclusivamente alla ricerca della salute. La scienza è tradizionale e prosegue ancora oggi nello sviluppare la ricerca scientifica dalla fine dell’800, quando l’osteopatia è nata negli USA. La pratica manuale è complementare agli interventi terapeutici e riabilitativi che la medicina e la fisioterapia già operano sulle persone. Se solo una di queste anime venisse a mancare, tutta l’osteopatia perderebbe senso. Una componente essenziale dell’osteopatia è ciò che definiamo Trattamento Manipolativo Osteopatico (OMT), che deve essere sempre considerato complementare alla medicina convenzionale.

In lei convivono la figura dell’osteopata e quella dell’odontostomatologo, due professioni che sembrano integrarsi in misura sempre più ampia. Quand’è che l’osteopata Zavarella ricorre all’odontostomatologo? E quand’è che l’odontostomatologo Zavarella chiede aiuto all’osteopata?

Capita molto più spesso che il dentista ricorra all’osteopata e non viceversa. Ogni intervento che eseguo con la mia equipe in ambito odontoiatrico e stomatologico, è permeato del razionale osteopatico.  Nel nostro studio di biostomatologia, quando necessario, eseguiamo delle estrazioni osteopatiche, trattando manualmente il dente, l’osso e i tessuti interessati, riducendo grandemente lo stress dell’intervento e i tempi di guarigione. Tutte le scelte e i progetti terapeutici negli ambiti dell’ortodonzia, della gnatologia e della protesi sono sottoposti a verifica posturale e osteopatica. Come amo dire e insegnare: “La bocca si muove, in un cranio che si muove” e per questo motivo utilizziamo spesso razionale e tecniche di osteopatia craniale e mio-fasciale in molti aspetti dell’odontoiatria. L’osteopata ha insegnato al dentista come prendere in considerazione la visione d’insieme di ogni aspetto odontostomatologico. Al contrario però, quando la disfunzione posturale o miofasciale che il paziente avverte risulta correlata a un’alterazione del rapporto del distretto cranio-cervico-mandibolare e ATM (Articolazione Temporo-Mandibolare), l’osteopata chiede aiuto al dentista. 

Parliamo di Educam. Come nasce la scuola che lei dirige insieme a  Giusva Gregori?

Da molti anni conoscevo Giusva Gregori e Paola Sommaiuolo. Siamo stati prima concorrenti, poi collaboratori e alla fine partner. Abbiamo discusso spesso in passato ma ci siamo sempre ritrovati attorno a un’idea comune di osteopatia: libera, autonoma, orientata alla promozione della salute delle persone. Proprio questo ci ha avvicinati al punto da dare vita nel 2014 a Educam.

 

La sede Educam di Roma

Ci indichi tre capisaldi di Educam.

Formazione, Clinica e Ricerca. La Formazione si realizza grazie a docenti e assistenti di grande esperienza e abilità. Quanto alla Clinica mi preme evidenziare che Educam ha dato vita al progetto di avviamento professionale Clinicam, dove gli studenti incontrano le esigenze di salute della popolazione. Gratuitamente o con un piccolo contributo all’Associazione Studentesca A.I.R.O.P. migliaia di persone ogni anno ricevono valutazioni e trattamenti. Molti poi i progetti di Ricerca dei nostri diplomati e dei nostri docenti ricercatori che sono stati accettati come pubblicazioni scientifiche. Mi preme infine evidenziare che Educam prende molto sul serio quanto definito dall’OMS nell’incontro di Ottawa nel 1986, ovvero che il primo principio di ogni istituzione deve essere la promozione della salute della popolazione e che questa non si raggiunge esclusivamente potenziando il Sistema Sanitario Nazionale e medicalizzando ogni aspetto della salute, ma operando in sinergia con gli aspetti antropologici, sociali, educativi, lavorativi, sportivi, cittadini, e rafforzando lo scambio e la collaborazione con enti e istituti privati che operano nell’ambito del benessere.

I corsi Educam sono numerosi. Soffermiamoci sulla Scuola di osteopatia. Quali sono gli obiettivi?

L’obiettivo è fornire una formazione completa di tutti gli aspetti dell’osteopatia. Vogliamo insegnare a ragionare in modo osteopatico e non trasmettere esclusivamente delle tecniche. Vogliamo fornire conoscenze, abilità e competenze perché i nostri diplomati possano comprendere cosa fare quando sono davanti a una persona che chiede salute.

Cos’è che ancora oggi, dopo tanti anni, la spinge a dedicarsi con dedizione all’insegnamento dell’osteopatia?

Vedo un rischio importante, oggi, in Italia, nella difficoltà di comprendere il profondo significato dell’osteopatia. Oggi l’osteopatia è più visibile, più accettata, e muove l’attenzione delle istituzioni universitarie e sanitarie. Le scuole aumentano, e aumentano gli osteopati. Ma non sono sicuro che siamo tutti d’accordo nel definire cosa realmente sia l’osteopatia e cosa davvero faccia un osteopata. Vedo studenti, diplomati e colleghi che eseguono correttamente tecniche di osteopatia ma non vedo sempre diffuso e compreso il valore della nostra professione. Andrew Taylor Still, fondatore dell’osteopatia raccomandava: “Keep it pure!” Mantenetela pura! La purezza dell’osteopatia, a mio parere, non sta nelle tecniche, che evolvono, cambiano, si integrano, ma nella sua filosofia. È questo che mi spinge a proseguire, con il mio gruppo, nell’insegnamento da oltre vent’anni: la volontà di contribuire a creare osteopati e non solo bravi esecutori di tecniche osteopatiche.

Parliamo degli studenti. Cosa spinge un giovane a studiare osteopatia? Quali sono i loro sogni, le loro ambizioni?

Venti anni fa a scuola si respirava un clima diverso: non erano molto diffuse le tecnologie, le lezioni erano il fulcro su cui si organizzava tutta la scuola. Oggi gli studenti vengono a scuola con lo smartphone, con il computer, sono più propensi alla distrazione, fanno fatica a interessarsi se la lezione non viene svolta con le slides. Anche le motivazioni sono diverse: gli aspetti culturali e di conoscenza di base oggi sono messi in ombra dalla richiesta di trasformare rapidamente lo studio in attività professionale. Educam si è adeguata a queste esigenze, con la piattaforma di e-learning, il portfolio digitale dello studente, le pagine social. Ma anche se sono cambiate molte cose, i sogni degli studenti sono rimasti intatti: l’osteopatia esercita il suo fascino sugli studenti di oggi come su quelli di un tempo. 

Quali sono, attualmente, le prospettive professionali dello studente in osteopatia?

I diplomati in osteopatia in Italia sono migliaia. I dati testimoniano che l’osteopatia è tra le discipline più richieste nell’ambito delle medicine complementari, ed è in continua espansione. La percentuale dei nostri diplomati che immediatamente trovano sistemazione nel mondo professionale supera il 95%. Il diplomato in osteopatia può esercitare la professione in autonomia o scegliere di operare in sinergia con altri professionisti, nell’ambito sanitario o in quello delle altre discipline bionaturali di promozione della salute. 

Di recente, nel nostro paese, l’osteopatia è stata individuata come professione sanitaria. Cosa cambia, dal suo punto di vista? Quali scenari si vanno a configurare? 

Dopo anni di vuoto normativo, tutti siamo contenti che il Parlamento abbia finalmente individuato la Professione di Osteopata. Noi abbiamo sempre segnalato la necessità che l’osteopatia sia riconosciuta per quello che realmente è: non una professione sanitaria della riabilitazione ma una disciplina autonoma di promozione di salute, che agisce nell’ambito della medicina tradizionale e complementare. Così la definisce l’OMS e così tutte le scuole in Italia e in Europa la stanno trasmettendo. Con questo spirito, siamo ben pronti a sostenere la procedura di riconoscimento dell’osteopatia, nella tutela di tutti i diplomati e degli studenti in formazione, con particolare attenzione a chi non possiede un titolo di Laurea Sanitaria, collaborando con le istituzioni e le università come già facciamo, in Italia e in Europa e, laddove possibile, mettendo a disposizione il know how della nostra scuola. Se i decreti attuativi definitivi potranno prevedere la possibilità delle Scuole Qualificate di continuare la formazione, attuando forme innovative di partnership con le regioni e le università, noi siamo già pronti a fare la nostra parte. In caso contrario, proseguiremo la formazione attuando dei Percorsi di Perfezionamento ECM in Osteopatia (siamo già registrati come Provider ECM al Ministero della Salute) per coprire le eventuali difficoltà che il corso universitario potrà manifestare.

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