giovedì 25 Aprile 2024

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La carenza di vitamina D può causare il cancro al colon?

Sì secondo uno studio condotto negli Stati Uniti su 94.000 donne.

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La carenza di vitamina D può causare il cancro al colon? I ricercatori hanno scoperto che nelle donne sotto i 50 anni con un apporto totale di vitamina D superiore a 300 UI al giorno sussiste un rischio significativamente ridotto di cancro del colon-retto a esordio precoce.
Secondo l’Office of Dietary Supplements, del National Institutes of Health, la vitamina D può essere di aiuto nel prevenire una serie di disturbi quali l’osteoporosi, il tumore, la depressione, il diabete di tipo 2, alcune malattie cardiovascolari, la sclerosi multipla.

Mantenere un sufficiente livello di vitamina D nel sangue può tuttavia essere, per molte persone, piuttosto difficile. Si stima che in tutto il mondo siano almeno un miliardo le persone con livelli di vitamina D carenti. Nei soli Stati Uniti, si calcola che il 41% degli adulti ne sia carente, percentuale che si innalza ulteriormente nelle popolazioni ispaniche (69%) e afroamericane (82%). In Italia, dove i valori comunemente valutati come ideali sono quelli compresi tra 20 e 40 ng/mL, la situazione non è migliore. Si stima infatti che nella fascia di età compresa tra i 60 e gli 80 anni, il 75% della popolazione, e una donna su tre dopo la menopausa, soffra di carenza di vitamina D.

Sebbene i problemi di salute legati alla carenza di vitamina D siano più comuni tra le persone di età superiore ai 50 anni, alcune recenti ricerche stabiliscono che anche gli adulti più giovani possono essere a rischio di sviluppare il cancro del colon-retto o polipi precancerosi.

La carenza di vitamina D può causare il cancro al colon? Lo studio

Un articolo pubblicato quest’anno sulla rivista Gastroenterology, riporta l’associazione tra l’assunzione di vitamina D e il rischio di cancro del colon-retto a esordio precoce o di polipi precancerosi, diagnosticati tra le donne di età inferiore ai 50 anni. Gli autori hanno utilizzato un ampio studio sulla salute pubblica per tracciare la storia medica di oltre 94.000 donne dal 1991 al 2015. All’interno di questo gruppo, è stato diagnosticato un totale di 111 casi di cancro del colon-retto ad esordio precoce o polipi precancerosi. Ogni due anni, tutti i partecipanti allo studio hanno risposto a domande su dati demografici, dieta, stile di vita e informazioni mediche. Dall’esame dei questionari, i ricercatori hanno scoperto che le donne sotto i 50 anni con un’assunzione totale di vitamina D superiore a 300 UI al giorno avevano un rischio significativamente ridotto di cancro del colon-retto ad esordio precoce, rispetto a quelle con un apporto inferiore di vitamina D. Inoltre, si è scoperto che un’assunzione di oltre 400 UI al giorno ha ridotto significativamente, sino al 5%, il rischio di sviluppare il tumore del colon-retto o polipi precancerosi.

I ricercatori statunitensi hanno evidenziato che i loro soggetti di studio erano tutti di sesso femminile e dalla pelle bianca. La ricerca dovrà dunque estendersi, in futuro, ad altri dati demografici. Ad ogni modo, i risultati del loro lavoro sembrerebbero orientati a raccomandare un aumento dell’assunzione di vitamina D, sotto forma di cibo e integratori alimentari, per proteggere dallo sviluppo del cancro del colon-retto o dei polipi precancerosi.

Anche un articolo pubblicato nel marzo 2021 su Seminars in Cancer Biology ricorda che in generale bassi livelli di vitamina D sono legati a una maggiore incidenza di cancro e i dati più convincenti sono quelli che riguardano il tumore del colon-retto.

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