lunedì 17 Giugno 2024

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Nuoto: il significativo apporto dell’Osteopatia

di Alessandro Bettin DO

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Nuoto: il significativo apporto dell’Osteopatia. Il nuoto è una disciplina sportiva in cui il gesto atletico viene ripetuto ciclicamente migliaia di volte durante ogni seduta di allenamento. Differisce da tutti gli altri sport per due caratteristiche fondamentali. Essendo praticato immersi in un fluido, il corpo umano è soggetto a un parziale scarico gravitazionale, pari a circa il 70% in meno rispetto a qualsiasi altro sport effettuato “all’asciutto”. Tuttavia la ridotta forza di gravità a cui il corpo umano è soggetto non garantisce un “riparo” sicuro da problematiche di natura meccanica imputabili all’importante impegno articolare, muscolare e neurovegetativo che questo sport comporta. Inoltre il gesto atletico viene svolto sempre in posizione orizzontale, da prono o da supino, aumentando così il carico di lavoro a livello dei cingoli, scapolare e pelvico, sia dal punto di vista muscolare che coordinativo. Tale gesto non è sempre uguale ma presenta differenti reclutamenti muscolari in base alla distanza affrontata e allo stile praticato. A maggior ragione allargando il concetto ad atleti professionisti, i quali svolgono più sedute di allenamento al giorno, se ne evince come questo sport sia da considerare ad alto impatto sul corpo umano. In un nuotatore le aree del corpo umano maggiormente colpite da patologie osteo-articolari risultano essere la colonna vertebrale, con maggiore incidenza a livello lombare e cervicale, e le spalle con frequenti infortuni a carico della “cuffia dei rotatori” essendo sottoposte a un rilevante e continuo sforzo fisico. 

Nuoto: il significativo apporto dell’Osteopatia

È in questo ambito che può intervenire l’osteopatia, in qualità di disciplina diagnostica e terapeutica complementare alla medicina tradizionale. Attraverso tecniche manuali si dimostra efficace per la prevenzione, la valutazione e il trattamento di una moltitudine di disturbi, sia muscolo scheletrici che viscerali, mediante un approccio rivolto all’intera persona. Le colonne portanti di questa disciplina sono tre.

Unità del corpo

Ogni parte costituente la persona, psiche inclusa, è dipendente dalle altre e il corretto funzionamento di ognuna assicura quello dell’intera struttura e quindi l’equilibrio psicofisico e il benessere.

Relazione tra struttura e funzione

Un corretto equilibrio tra struttura e funzione regala al nostro corpo una sensazione di benessere. Qualora tale equilibrio venga alterato, a causa di trauma o malattia, si andrà incontro a una diminuzione di tale benessere

Autoguarigione

Non è il terapeuta che guarisce ma il suo ruolo è di favorire la capacità  innata dell’organismo ad auto curarsi. L’osteopata quindi osserva ogni funzione e parte del corpo in quanto ognuna di essa può contribuire a manifestare il dolore e per questo motivo spesso si agisce su territori distanti dal sintomo per ripristinare un corretto equilibrio corporeo. Grazie a questo nuovo equilibrio il corpo avrà maggiori energie da investire nel processo di guarigione. 

Per questi motivi l’osteopatia nel nuoto può intervenire a tre livelli differenti.

Preparazione

Ottimizzando la “biomeccanica” del proprio corpo l’atleta può sviluppare un gesto tecnico preciso e funzionale. Questa migliore funzionalità è la base per una buona coordinazione muscolare con conseguente riduzione del dispendio energetico e quindi di un migliore rapporto sforzo/resa. Questo si traduce sotto forma di prestazioni natatorie migliori, tempi di recupero minori e diminuzione del numero degli infortuni. In questo senso l’osteopatia può aiutare l’atleta a mantenere il corpo nelle migliori condizioni in modo da poter utilizzare tutte le risorse disponibili in allenamento ed in gara . 

Prevenzione

Evitare infortuni e recidive, oltre a un risparmio economico significativo, si può tradurre in una maggior longevità atletica sia in ambito amatoriale che professionistico. Ciò rende possibile una migliore programmazione a medio-lungo termine. Questo concetto è facilmente comprensibile se si pensa alla forma massima di competizione sportiva: l’olimpiade. Per raggiungere questo obiettivo l’atleta s’impegna e programma il proprio impegno fisico in un lasso di tempo di quattro anni: il quadriennio olimpico. È evidente come il minimizzare e ridurre “gli intoppi fisici” in questo quadriennio possa fare la differenza nella vita di un atleta professionista. 

Infortunio

Ovvero la fase acuta del problema. In questo caso l’intervento manipolativo sull’atleta deve essere rapido e tempestivo. In tal modo si porta ad accelerare notevolmente la fisiologica tempistica di ripristino di una normale funzionalità fisica. 

Chi è Alessandro Bettin?

Alessandro Bettin, osteopata DO

Alessandro Bettini è Osteopata D.O. Fisioterapista Laureato in Fisioterapia presso l’Università di Padova, consegue poi: diploma di Osteopata D.O. presso la scuola E.I.O.M di Padova, Master di I Livello in Posturologia all’Università “La Sapienza” di Roma e attestato di “Esperto in Valutazione e Recupero Funzionale del Sistema Cranio-Cervico-Mandibolare”. Membro del ROI e docente presso la scuola di osteopatia EIOM. Da anni concilia la sua passione per lo sport, la medicina e la prevenzione lavorando con atleti e società sportive.

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