Nell’era degli schermi, passiamo ore davanti a computer, smartphone e tablet. Questa abitudine, unita a fattori ambientali e all’invecchiamento, ha portato a un aumento significativo dei casi di sindrome dell’occhio secco. Non si tratta solo di un fastidio passeggero: quando trascurata, questa condizione può compromettere la qualità della vista e influire sulla vita quotidiana. Ecco cosa sapere su cause, sintomi e rimedi supportati dalla scienza.
Sindrome dell’occhio secco: cos’è?
La sindrome dell’occhio secco è una condizione in cui la superficie oculare non è adeguatamente lubrificata dalle lacrime, causando fastidi, irritazioni e, nei casi più gravi, danni alla vista. Secondo la American Academy of Ophthalmology, la prevalenza è in aumento, in particolare per l’uso prolungato di dispositivi digitali.
Sindrome dell’occhio secco: le cause più comuni
Le cause dell’occhio secco possono essere molteplici. Tra queste troviamo:
- Uso prolungato di computer, smartphone e tablet, che riduce la frequenza con cui chiudiamo le palpebre.
- Età: la produzione di lacrime tende a diminuire con gli anni.
- Fattori ambientali: aria condizionata, riscaldamento, vento o smog.
- Alcuni farmaci, come antistaminici, antidepressivi e beta-bloccanti.
- Patologie autoimmuni, come la sindrome di Sjögren.
I sintomi principali
I sintomi dell’occhio secco possono variare da lievi a severi e includono:
- Sensazione di sabbia o corpo estraneo negli occhi
- Bruciore o prurito
- Arrossamento
- Sensibilità alla luce
- Visione offuscata temporanea
Come si diagnostica
La diagnosi viene effettuata da un oculista tramite esami specifici. Tra questi, il test di Schirmer, che misura la quantità di lacrime prodotte, e l’utilizzo di coloranti speciali che permettono di valutare la qualità e la stabilità del film lacrimale.
Rimedi efficaci
I rimedi più comuni e più efficaci includono:
- Lacrime artificiali senza conservanti, da usare più volte al giorno.
- Pause visive seguendo la regola 20-20-20 (ogni 20 minuti, guardare per 20 secondi un oggetto a 6 metri di distanza).
- Uso di umidificatori per migliorare la qualità dell’aria in ambienti chiusi.
- Impacchi caldi sulle palpebre per stimolare le ghiandole di Meibomio.
- In alcuni casi, colliri antinfiammatori o integratori di omega-3 sotto consiglio medico.
Quando consultare un medico
Se i sintomi persistono per più di una settimana o peggiorano nonostante i rimedi casalinghi, è fondamentale rivolgersi a un oculista per una valutazione approfondita. L’occhio secco non trattato può portare a danni permanenti alla cornea.




