domenica 14 Luglio 2024

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Uomo paralizzato torna a camminare grazie a un ponte digitale

Lo straordinario risultato al Politecnico di Losanna, in Svizzera

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Uomo paralizzato torna a camminare grazie a un ponte digitale che collega il cervello al midollo spinale. Un uomo olandese di 40 anni che era paralizzato dal 2011 ha recentemente compiuto un incredibile passo avanti verso la guarigione. Grazie a un innovativo ponte digitale che collega il suo cervello al midollo spinale, è tornato a camminare in modo naturale. Questo straordinario risultato è stato reso possibile grazie agli sforzi congiunti di un gruppo di neurochirurghi e neuroscienziati presso il Politecnico di Losanna, in Svizzera, aprendo così nuovi orizzonti nel campo della riabilitazione. Questa rivoluzionaria tecnica è stata descritta nella rivista scientifica Nature.

L’uomo in questione, di nome Gert-Jan Oskam, ha condiviso la sua gioia e meraviglia riguardo a questa incredibile conquista. Dopo un tragico incidente in bicicletta avvenuto nel 2011, che lo ha privato dell’uso delle gambe e delle braccia, Gert-Jan ha sperimentato un’esperienza simile a quella di un bambino che impara a camminare per la prima volta. “Sono riuscito a stare in piedi sulle mie gambe, ho imparato a camminare in modo naturale e posso controllare i miei movimenti e la mia forza”, ha raccontato Gert-Jan durante una conferenza stampa organizzata da Nature.

Uomo paralizzato torna a camminare grazie a un ponte digitale
Gert-Jan Oskam nell’immagine CHUV Gilles Weber

Uomo paralizzato torna a camminare grazie a un ponte digitale: come funziona il dispositivo?

Ma come funziona questo straordinario dispositivo? Il sistema è composto da due impianti elettronici: uno posizionato sopra la regione del cervello e l’altro sopra la parte del midollo spinale. Questa struttura artificiale, agendo come un ponte, consente il passaggio di impulsi elettrici tra i neuroni e le fibre nervose, permettendo al cervello di comunicare direttamente con il midollo spinale responsabile del controllo dei movimenti delle gambe. L’obiettivo principale è quello di consentire alle persone paralizzate di ritrovare la capacità di muoversi in modo naturale, adattandosi anche a terreni irregolari senza perdere l’equilibrio. Attualmente, il sistema del ponte digitale è ancora ingombrante, con 64 elettrodi che registrano i segnali provenienti dalla corteccia sensomotoria del cervello. Questi segnali vengono tradotti in segnali elettrici e trasmessi al midollo spinale, dove vengono ricevuti da 16 elettrodi e decodificati in tempo reale, senza la necessità di un computer esterno. Il tutto è controllato da un sistema indossabile racchiuso in uno zainetto.

Uomo paralizzato torna a camminare grazie a un ponte digitale
Immagine CHUV Philippe Getaz

Questo incredibile risultato è stato reso possibile grazie agli sforzi del gruppo di ricerca del Politecnico di Losanna, guidato da Gre’goire Courtine. Non è la prima volta che il team fa parlare di sé: nel febbraio 2022 avevano già sperimentato un sistema di elettrodi controllabile tramite tablet, che inviava stimoli elettrici ai muscoli in modo programmato. Tuttavia, l’approccio attuale è completamente diverso e si basa su un vero e proprio ponte digitale tra cervello e midollo spinale. Questa interfaccia permette una comunicazione diretta tra le due parti, creando una sincronia tra l’intenzione di camminare e l’azione effettiva. Il cervello calibra i comandi in tempo reale, adattandoli alle situazioni che il paziente affronta. I ricercatori sottolineano che ciò si traduce in un significativo miglioramento della qualità della vita, consentendo alle persone paralizzate di camminare autonomamente nelle vicinanze di casa, salire e scendere da un’automobile o persino bere in piedi al bancone di un bar. La calibrazione del dispositivo richiede solo cinque minuti ed è rimasta stabile ed efficiente per oltre un anno, anche quando l’uomo si trovava a casa senza la supervisione dei ricercatori.

Il futuro sembra promettente. Il team di ricerca sta lavorando per miniaturizzare ulteriormente il dispositivo, aprendo la strada a sviluppi ancora più incredibili. Allo stesso tempo, i ricercatori stanno programmando la prossima fase sperimentale, che coinvolgerà tre persone paralizzate. Questi risultati pionieristici offrono speranza e prospettive senza precedenti per la riabilitazione delle persone affette da paralisi.

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