martedì 23 Aprile 2024

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Il reflusso gastroesofageo nei bambini: terreno di collaborazione tra pediatri e osteopati

Intervista all'osteopata Francesca Benedetti

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Il reflusso gastroesofageo nei bambini: terreno di collaborazione tra pediatri e osteopati. Intervista a Francesca Benedetti, osteopata romana. Il reflusso gastroesofageo (RGE) consiste nella risalita del contenuto gastrico in esofago e può presentarsi con o senza rigurgito o vomito. Si tratta di un evento normale che può verificarsi di frequente, più volte il giorno, sia nei bambini (anche lattanti) che negli adulti. Può tuttavia, in alcune circostanze, produrre sintomi e complicanze. Negli ultimi anni il trattamento del reflusso gastroesofageo nei bambini ha visto svilupparsi efficaci collaborazioni tra pediatri e osteopati, al fine di sviluppare strategie che aiutino il bimbo a fronteggiare il problema e, nei limiti del possibile, riducano all’essenziale il ricorso ai farmaci.

Ne abbiamo parlato con Francesca Benedetti, osteopata romana specializzata in Osteopatia Neonatale e Pediatrica.

Il reflusso gastroesofageo nei bambini: terreno di collaborazione tra pediatri e osteopati.

Intervista a Francesca Benedetti, DO.

Cos’è il reflusso gastroesofageo?

“Esistono due tipi di reflusso gastroesofageo. C’è l’RGE, cioè il passaggio del contenuto gastrico nell’esofago, con evidenza di vomito, rigurgiti frequenti, difficoltà ad alimentarsi, agitazione e facile irritabilità; e c’è l’MRGE, ovvero la malattia vera e propria da reflusso, definita come sintomatologia e complicazioni da reflusso, con diversi tipi di manifestazioni cliniche associate ai sintomi dell’RGE come esofagite, broncospasmo, apnea, perdita di peso. Per perdita di peso ovviamente non si intende né rallentamento, né stasi della crescita, che nei bambini allattati al seno possono essere del tutto normali e frequenti”.

Cosa può causare un reflusso in un paziente così piccolo?

“Nei primi mesi di vita la causa di questo fenomeno fastidioso è l’immaturità dell’apparato digerente, in particolare del cardias, la valvola posta tra stomaco ed esofago che, per impedire la risalita di cibo, dovrebbe chiudersi. Avviene il reflusso quando il cardias non si contrae, l’esofago non si appiattisce e il cibo dunque risale, comportando la fuoriuscita dalla bocca.

Il reflusso si definisce fisiologico nei primi tre mesi di vita e può risolversi o meno spontaneamente, in quanto può anche dipendere da una tensione o compressione delle suture del cranio o dei tessuti membranosi intracranici, che tendono a creare irritazione di strutture nervose alla base del cranio, in particolar modo del decimo nervo, detto “vago”, che innerva lo stomaco. Il reflusso si presenta soprattutto nei bambini che hanno avuto un parto traumatico; in questi casi è assolutamente efficace qualche seduta da un buon osteopata”.

Come interviene l’osteopata?

“Tramite manipolazioni molto delicate sul sistema fasciale, viscerale o cranio sacrale, che non disturbano il neonato, tutt’altro; capita spesso che il piccolo paziente, durante il trattamento, si calmi poiché le tensioni responsabili del fastidio si rilasciano. Per migliorare la sintomatologia, si può intervenire agendo su diverse strutture, per esempio il cranio (in particolare l’occipite, osso principale della sfera posteriore), allentando così la compressione sul nervo vago; la colonna dorsale alta, in mezzo alle scapole, zona che va a innervare la parte ortosimpatica dello stomaco; esofago e stomaco, i suoi legamenti e gli organi adiacenti; il diaframma (il muscolo che separa la cavità toracica da quella addominale) sul quale si poggia lo stomaco. Spesso i bimbi che soffrono di reflusso presentano anche il singhiozzo, che altro non è che uno spasmo del diaframma”.

Il reflusso gastroesofageo nei bambini: terreno di collaborazione tra pediatri e osteopati

Ci sono alcuni accorgimenti che possono prendere i genitori per migliorare questo disturbo?

“È importante non mettere il piccolo sdraiato appena finita la poppata; è anche opportuno tenerlo in posizione verticale mentre lo si nutre. Altro accorgimento consiste nell’allattarlo a richiesta e anche molto frequentemente, in quanto se il bambino arriva alla poppata troppo affamato mangia voracemente, ingurgita tanta aria, aumentando il rischio di vomito. Molto spesso viene fatto credere alle mamme che il loro latte non sia ben digerito dal bambino, mentre ci tengo a precisare che il reflusso non ha niente a che vedere con la digestione, tanto meno con una ipotetica non digeribilità del latte materno. Un altro importante accorgimento consiste nel limitare il più possibile l’utilizzo di ciucci e biberon“.

A quale età si può portare il bimbo dall’osteopata?

“È credenza comune che neonati e bambini non debbano avere stress o tensioni nel loro giovane corpo, ma purtroppo la realtà è diversa, in quanto la nascita è l’evento più stressante della nostra vita. Il trattamento è tanto più efficace quanto prima viene effettuato, perché la disfunzione osteopatica è meno strutturata e meno radicata. I bambini rispondono sempre in minor tempo ai trattamenti rispetto agli adulti, nei quali un disturbo ha avuto tutto il tempo di consolidarsi. I neonati hanno una grande capacità di autoguarigione; a volte con una o due sedute si risolve il problema. Personalmente, consiglio di portare i piccoli pazienti nei primi 20 giorni di vita, anche senza particolari motivazioni, semplicemente per un controllo, a conferma del principio classico, ma intramontabile, che la prevenzione è sempre la cura migliore”.

Francesca Benedetti, DO

Francesca Benedetti Osteopata
Francesca Benedetti DO

Francesca Benedetti si è diplomata in Osteopatia presso la scuola di osteopatia C.E.R.D.O. di Roma. A seguito del conseguimento del Diploma ha svolto l’attività di osteopata in qualità di tirocinante presso l’Ospedale San Pietro Fatebenefratelli di Roma e presso la Fondazione Santa Lucia di Roma. Dopo il diploma ha partecipato a diversi corsi di formazione, aggiornamento e specializzazione sopratutto in Osteopatia in gravidanza, neonatale e in età pediatrica. Riceve su appuntamento presso il suo studio in Viale Trastevere 108, Roma.

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